Difficilmente si può parlare di Martin Miller’s gin, senza parlare del suo inventore.

Martin Miller è un personaggio che si è autodescritto ”zingaro”.

Ha fatto di se la figura del self-made man.

Ha iniziato con una guida all’antiquariato seguita da un bed & breakfast prima di passare ai Boutique Hotel in Inghilterra e infine al gin.

Ora, da 10 anni, il Martin Miller’s gin è uno standard per i bar trendy e i connoisseurs.

Viene distillato in piccoli lotti “batch” in un alambicco di rame pot still chiamato “Angela” costruito oltre 100 anni fa da John Dore & Co., la Rolls Royce nella produzione di distillati.

Successivamente viene spedito in Islanda per essere diluito con acqua glaciale di estrema purezza, per poi ritornare in Inghilterra ed essere finalmente imbottigliato.

Un viaggio di 3.000 miglia, che lo rende unico, intrigante e tremendamente sexy.

MARTIN MILLER'S GIN

MARTIN MILLER’S GIN WESTBOURNE STRENGTH

9 MOONS

Martin Miller's Gin ha un gusto pieno di agrumi con note di ginepro che emergono in un secondo momento. Il finire morbido e pulito rende questo gin molto piacevole.

Il “westbourne” è la versione overproof della casa Martin Miller’s, imbottigliato a 45,2%, presenta botaniche più evidenti ed un finale dolce.

Diversi anni dopo la nascita di Martin Miller’s Gin si aggiunge alla famiglia il “9 Moons”: una versione invecchiata in botti che hanno contenuto precedentemente bourbon per 9 cicli lunari, nelle fredde terre islandesi. Le produzioni sono di sole 2000 bottiglie numerate. Condivide lo stesso DNA di Martin Miller’s Gin con quella sua nota citrica che lo caratterizza ma alla quale si sposano anche la dolcezza della vaniglia e quei sentori cremosi che solo il legno di rovere sa rilasciare.

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